lunedì 13 ottobre 2008

Ristorante “Torre del Saracino”
Vico Equense


Visto che dopo la pubblicazione della Guida del Gambero Rosso se ne parla molto, queste furono le mie impressioni nel 2005

Venerdì 12 agosto, ore 19: sto cercando una tappa intermedia per il viaggio che ci porterà nelle Puglie, sede della nostra vacanza. Penso di far tappa a Napoli e decido di fare qualche telefonata per trovare un ristorante dove consumare un’ottima cena ed iniziare così le vacanze nel modo migliore. Cerco, ovviamente, anche una camera in albergo per la notte. Chiamo la Torre del Saracino di Gennaro Esposito che fa parte dei Jeunes Restaurateurs D’Europe. Faccio presente la necessità della camera e sono loro che si offrono di prenotarmi una stanza in un albergo vicinissimo, 5 minuti a piedi proprio sulla spiaggia di Seiano. Mi accordo con loro e chiudo qui la ricerca, avrei provato a chiamare Il Don Alfonso a Sant’Agata sui due Golfi oppure Umberto a Mare ad Ischia, quest’ultimo senz’altro più complicato dal punto di vista logistico.
Arriviamo a Marina di Equa, spiaggia di Seiano, sabato alle 15: l’albergo è un 4 stelle, forse un po’ inferiore alla media, l’hotel dispone anche di uno stabilimento balneare ed qui che immediatamente ci rechiamo per un bagno ristoratore.
Al ristorante ci presentiamo intorno alle 20,30, siamo i primi avventori e possiamo scegliere il tavolo nell’angolo che più ci piace e, nel contempo, più riparato dal vento (ne proviamo ben tre). Durante la stagione estiva i tavoli sono disposti su due terrazzini dominanti il golfo di Napoli, l’apparecchiatura è ben curata. Ci vengono consegnati i menù quello consegnato a Dinella, la mia compagna, senza i prezzi. Abbiamo appena il tempo di dare un fugace sguardo alla carta che si avvicina al nostro tavolo, in tutta la sua imponenza, Gennaro Esposito chef e patron. I soliti convenevoli, s’informa se l’hotel prenotatoci è di nostro gradimento ed…entriamo subito in sintonia (sarà per la mole non dissimile)
Due sono i menù degustazione, il primo “Proposta di Ciro” (il maitre) con 4 portate a 60 Euro e l’altro denominato “Proposta di Salvatore” (il secondo chef) con 6 portate a 75 Euro (su questi prezzi non ho la massima certezza perché ho perduto la ricevuta fiscale ed il menù che ho richiesto in ricordo della serata è la versione femminile N.d.R.) I menù degustazione vengono proposti per minimo due persone. I piatti alla carta sono circa 6/7 per ogni portata più 2 proposte di carne nei secondi.
Ampia la carta dei vini e con onesti ricarichi.
Decidiamo per “la Proposta di Salvatore” con la sostituzione dei formaggi con un'altra degustazione di primo piatto. Per i vini cerco il consiglio del sommelier che mi propone di abbinare diversi vini, tutti rigorosamente campani, ad ogni portata, l’idea mi piace e l’accetto ben volentieri.
Con una coppa di Ruinart brut ci vengono portati dei pani e dei grissini tutti caldi e buonissimi, subito dopo un piccolo pre-antipasto del quale, però, ho perso qualsiasi riferimento.
Per gli antipasti il sommelier ci serve un “Euposia ‘03” di Casa D’Ambra, vino ischitano prodotto da uve forastera che risulta essere molto gradevole e profumato. Questo vino, come tutti quelli che seguiranno, viene stappato e lasciato a nostra disposizione sul vicino tavolino di servizio, più di una volta il solerte sommelier ha provveduto a riempire i nostri calici.
Il primo antipasto è una “Lasagnetta con Gamberi, Scampi, Calamari, Alici con Salsa di Pesto” credetemi, sia Dinella che io non amiamo il crudo ma il piatto è veramente buono, risulta quindi evidente l’impiego di un ottima materia prima.
Come secondo antipasto ci vengono servite delle “Cozze Ripiene con Purea di Melanzane e Ricotta”. Da noi la cozza ripiena è preparata riempiendo le valve del mollusco con la farcitura, in questo caso era il solo mollusco ripieno e presentato senza valve, comunque gustoso anche se, a mio avviso, era un po’ troppo in evidenza il sapore della melanzana.
Come primo piatto ci vengono serviti i “Ravioli di Lattuga con Salsa di Finocchi, Triglia e il suo Fegatino. A portarci questo piatto provvede direttamente lo chef Gennaro che, sollecitato da Dinella, le spiega brevemente la preparazione, notevole il piatto pur nella sua semplicità di costruzione (almeno a parole).
L’altro primo piatto è la seconda scelta che abbiamo preso al posto dei formaggi, “Candele Spezzate al Nero di Seppie con Gamberi” con il nero bello, denso ma delicato, a me hanno entusiasmato mentre a Dinella non sono piaciute: i gusti.
Ad accompagnare i primi piatti ci è stato servito un Pellagrello Bianco ’03 dell’Azienda Vitivinicola Vestini Campagnano di Caiazzo un vino di media struttura con buoni profumi, lievi sentori di pesca; Dinella preferisce l’Euposia ed a lei continueranno a servire quest’ultimo.
E’ la volta del secondo: Dentice con Zucchine Cotte e Crude. Anche questa portata ci viene servita da Gennaro il quale, illustrandoci brevemente il piatto, ci dice che le due scaloppe provengono da un bel pesce di sette chili pescato al mattino , buono il contrasto delle due preparazioni di zucchine ottimo il pesce con carni delicate e la pelle croccante e saporita come raramente abbiamo assaggiato.
Con questo ottimo piatto il sommelier apre un Fiano di Avellino ’01 della Azienda Agricola Guido Marsella di Summonte (AV), bel colore giallo paglierino con odori intensi e gradevoli, alla beva è buono,secco ed armonico.
Il dessert è un “Tortino al Limone in Zuppa di Albicocca” buono, senza tuttavia eccellere. In accompagnamento due bicchieri di Ruscolo ’01 delle Cantina del Taburno, dolce e persistente.
Due ottimi caffè, ovviamente siamo a Napoli, accompagnati da una buona piccola pasticceria, concludono la nostra cena in terra campana.
A questo punto le consuete considerazioni: la materia prima è sempre stata notevole, indipendentemente dalla preparazione dei piatti che ci sono stati serviti.
Quando anche gli altri tavoli si sono riempiti il servizio non è mai andato in calo e la cadenza delle portate è sempre stata perfetta segno di un’ottimo coordinamento dell’intera brigata.
Lo chef si è equamente diviso fra la cucina, che noi potevamo vedere da un’ampia vetrata, ed i tavoli. Al nostro si è intrattenuto parlando di ristorazione, avevamo concordato di continuare la conversazione presso il roof-garden del nostro albergo, dove la gestione del bar-ristorante è affidata al fratello ed alla sorella di Gennaro, ma la stanchezza ha preso il sopravvento e non siamo riusciti ad aspettare la fine del servizio del nostro chef.
A memoria, come detto per lo smarrimento della ricevuta, il prezzo per la cena è stato di circa 210 Euro. Ottima esperienza e, se fosse più vicino alla mia residenza, da riprovare senz’altro. Da non dimenticare, compreso nel prezzo, il bellissimo panorama del golfo di Napoli.
Visitato Sabato 13 Agosto a cena


Info:
Torre del Saracino
Via Torretta, 9 – Loc. Marina d’Equa
80069 Vico Equense (NA)
Tel e fax 081/8028555
www.torredelsaracino.com

martedì 3 giugno 2008

Ristorante “PORTOfino” – FIRENZE "

"Ma perché nel piatto non si sente il sapore del mare?” Questo ci siamo chiesti, la mia compagna ed io, durante tutta la cena! Ed abbiamo provato a darci anche una risposta! :-)
Il fatto che siamo a Firenze e non in una località marina? Non vero perché abbiamo sentito “il mare” anche in “Val Sabbia”, in centro a Firenze ed in tanti altri luoghi non necessariamente marini. E’, secondo il nostro modesto parere, il modo di trattare il pesce. Il “gusto del mare” esce fuori quando le ricette sono poco elaborate e con cotture minime ed, ovviamente, quando la materia prima è freschissima. In questo caso il carrello del pescato all’ingresso ha confermato la freschezza del prodotto.....quindi....
Comincio la recensione del locale con questa premessa, ma debbo subito dire che non sarà una descrizione negativa o perlomeno non del tutto. E’ il modo di trattare il pescato che essendo forse un pò troppo elaborato, fa perdere “lo sciauro del mare”.
Il locale è aperto a Firenze da circa un anno e mezzo. Sinceramente non l’avevo mai sentito nominare, solo la recente pubblicazione di alcuni nominativi di ristoranti italiani sulla guida Zagat mi ha incuriosito e sollecitato la voglia di andarci. Sala con circa trenta coperti e altri venti nella veranda esterna (al di là del marciapiede) Bella apparecchiatura, toni chiari dappertutto, gentilezze a non finire da parte del personale di sala.
Ci vengono offerti due “prosecchini e due stuzzichini” ……. beh sono due pezzettini di pizza, caldi, buoni ma sempre pizza.
Con i menù e la carta dei vini ci accingiamo a fare le nostre scelte. Nel frattempo viene servito il cestino con panini caldi ed ai diversi gusti.
Per antipasto scegliamo: “Mazzancolle in camicia di Lardo e Rosmarino con zuppetta di fagioli cannellini e vongole veraci” la mia compagna, una “Tartare di Tonno” con insalatina di Sedano ed Avocado” per me (ho fotografato il menù altrimenti sì tali “romanzi” non gli avrei mai ricordati :-) Buona la Tartare di Tonno ed anche le Mazzancolle ma il lardo ed il rosmarino coprivano il gusto del crostaceo. Le mazzancolle, benché prive del carapace sostituito dal lardo, avevano però presente in sede il filo intestinale. :-(
Per i primi scegliamo dei “Ravioli Integrali ai frutti di mare in salsa di branzino, zucchine e capperi” e “Spaghetti alla carbonara di mare” Buono l’impasto e la sfoglia del raviolo un po’ meno il condimento. Per lo spaghetto in evidenza l’uovo con il gamberetto (al posto del guanciale) relegato a pura decorazione, anche in questo caso i gamberetti avevano presente il filo intestinale.
Dai secondi piatti abbiamo scelto: “Filetto di Branzino in mantello d’asparagi al forno su Rosa di Patata e Sautè ristretto di Frutti di Mare” per la mia compagna, io ho chiesto una “Tagliata di Tonno in crosta di Sesamo”. Buono il filetto ma anche qui l’abbondanza di sapori relega il filetto, che secondo me dovrebbe primeggiare, ad un coprotagonista. La tagliata di tonno era buona e con una cottura giusta, stuzzicante la crosticina di sesamo.
Il vino in accompagnamento a tutta la cena è stato un “ Cardellino” di Elena Walch a 22 Euro scelto dalla non molto ampia ma ben strutturata carta dei vini.
Abbiamo chiuso la cena con una “Tarte Tatin alla Pesca” per mia compagna ed una “Piccola millefoglie” per me, buone entrambe le preparazioni. Due calici di Verduzzo ad accompagnare i dessert, e due caffè a finire.
Spesa totale di 160,00 Euro di cui 48,00 per i coperti, le acque e la cantina. Offerti i caffè.

Conclusioni:
Buona la materia prima ma la cottura, a mio avviso, troppo “barocca”.
Prezzi nella media di questo tipo di locali a Firenze
Personale gentilissimo e premuroso.

Info:
Ristorante PORTOfino
Viale Mazzini, 25/27r
Tel. 055 244140
50132 Firenze
Chiusura Domenica sera e tutto Lunedì

Provato sabato 31 maggio 2008 a cena

domenica 1 giugno 2008

Trattoria “La Tignamica” – Loc. La Tignamica (PO)

“ Ci si fermava quando eravate piccini, [mia sorella ed io n.d.r.] la Domenica sera che si tornava dalla casa di Barberino” così si è espressa la mia mamma quando gli ho detto dove ero stato a cena!! Questo non lo ricordavo per niente, sarà che il ristorante è sempre stato lì, sulla statale che da Prato sale lungo la Valdibisenzio e mai, più avanti nell’età, mi era capitato di fermarmi. Lo vedevo che cambiava insegna, gestione ed infine chiuso.

Due anni fa circa la svolta! Impalcature e lavori intorno a questo ristorante e lo “spetteguless”, che anche in una città come Prato è sempre presente, diceva che le redini di questo locale erano state prese da una famiglia di “ristoratori pratesi di grande tradizione” ed ……. il locale è rinato.

Alcune sere fa è capitata l’occasione di consumarvi la cena. Un’ampia sala, vetrata su due lati, per circa 50 coperti ben arredata, appena entrato “l’oste” si fa incontro: immancabili i saluti di circostanza, visto che era da un pezzo che non ci vedevamo, ci accompagna al tavolo, quadrato, ampio e ben apparecchiato, distanziato dagli altri con quella misura giusta che non da fastidio ma nemmeno isola da gli altri commensali.

La solerte ragazza addetta al servizio ha nel frattempo provveduto a portare i menù e la carta dei vini. La cucina è semplice, casalinga e con molte cotture alla griglia, il locale è abbastanza famoso per questo.

Noi scegliamo: per il primo piatto “ Pennette all’arrabbiata” per la mia compagna e “Mezze maniche all’ortaiola” per me. L’ortaiola è un sugo completamente vegetale veramente buono, non unto e ben amalgamato.

Dalla griglia prendiamo delle “Costolette d’Agnello” per la mia compagna e “La rosticciana di maiale” per me. Cottura a puntino e sapore delle carni veramente buono. Per contorno delle patatine fritte e delle verdure fritte. Magari il fegato non avrà goduto, ma il palato senz’altro si.

Arriviamo ai dessert con i classici dolci toscani oltre al Soufflè che anche negli altri locali della gestione ho trovato sempre molto gustoso, siamo quasi venuti per mangiare quello!

Il nostro è stato accompagnato da salsa all’arancio e cioccolato caldo.

Ad innaffiare la cena “Morellino di Scansano” di Moris Farm e due “Moscadello” di Montalcino per il dessert.

Conto di 80 euro in totale con le acque minerali ed i caffè


Info:
Trattoria “ La Tignamica”
Via Val di Bisenzio, 110/C
59021 VAIANO (PO)
Tel. 0574/985216
Chiuso il Lunedì